SP 240 km 13.8
70018 Rutigliano Bari
La comunità residenziale dedicata per il trattamento dei pazienti autori di reato ad elevata complessità si caratterizza – quindi – per accogliere persone di età compresa tra i 18 e i 64 anni, garantendo una copertura assistenziale per 24 h ed offrendo interventi terapeutici ad alta intensità riabilitativa di lungo periodo a causa della persistenza di condizioni psicopatologiche gravi e con valutazione di rischio alto o moderato di comportamenti violenti.
Tale target psicopatologico di riferimento si caratterizza essenzialmente per la presenza d un ipo-funzionamento personale e sociale, un quadro clinico connotato anche da disturbi della personalità, comportamento violento, mancanza di insight, condotte impulsiva ed atteggiamenti negativi, assenza di capacità riflessiva e introspettiva circa le motivazioni delle proprie condotte, assenza di coscienza morale, difficoltà di comunicazione e mentalizzazione, che non necessita di trattamento ospedaliero, sottoposti a provvedimento giudiziario con applicazione di misure di sicurezza.
Per tale target viene garantito oltre ad un contesto relazionale sufficientemente contenitivo ma al contempo altamente normativo, un contesto fisico-logistico specificatamente progettato in materie di sicurezza di tipo strutturale ed impiantistico, nel rispetto delle caratteristiche sanitarie della struttura e dell’intensità assistenziale della medesima.
La struttura può ospitare un massimo di 10 pazienti così come previsto da Regolamento Regionale.
Gli interventi vengono strutturati dall’equipe di lavoro, ponendo attenzione all’individuo. Inoltre, l’equipe della Comunità lavorerà creando una continua integrazione fra i diversi tipi di intervento (sanitario, psicoterapeutico, riabilitativo), monitorando, attraverso l'operatore di riferimento che verrà preposto al caso, la persona e le sue problematiche. Il progetto individualizzato verrà strutturato con un Piano di Trattamento di intensità riabilitativa ed assistenziale corrispettiva ai bisogni portati dall’utenza, le aree di criticità e al contempo alle rispettive potenzialità, intervenendo nelle diverse dimensioni dettagliatamente descritte nei paragrafi seguenti.
La famiglia riveste, lungo tutti gli snodi del percorso assistenziale, un ruolo prezioso, gravoso ma fondamentale che necessita di essere sostenuto ed accompagnato. Il sostegno diventa un intervento essenziale che si articola sostanzialmente attorno a tre dimensioni interconnesse: quella psicoeducativa, elaborativa e relazionale. L’atteggiamento psicoeducativo si concretizza attraverso l’attenzione costante al coinvolgimento della famiglia, messa nelle migliori condizioni per comprendere le modalità con le quali il congiunto è preso in carico, e fornire loro strumenti educativi funzionali per rapportarsi all’utente in modo sereno e consapevole.
Gli interventi di sostegno devono proporre uno spazio di ascolto e di riflessione articolato, che consenta inoltre la graduale elaborazione dei cambiamenti in corso ed un adattamento progressivo alle trasformazioni di vita e di identità. Ed infine, è importante lavorare attraverso interventi supportivi di gruppo, che consentano la creazione di relazioni significative, sul modello dell’auto aiuto, implementando le capacità di ascolto reciproco, di socializzazione e la possibilità di dedicare un po’ del proprio tempo alla cura di sé, senza troppi sensi di colpa.
Questo intervento, inoltre, costituisce una occasione preziosa di conoscenza reciproca fra il familiare e la struttura, un primo momento di ascolto ed accoglienza che getta le basi per la proficua collaborazione futura. Il coinvolgimento del familiare è un aspetto qualitativamente rilevante, esso viene perseguito fin dall’inizio e rinforzato durante tutto il percorso di cura, attraverso il progressivo scambio di reciproche informazioni e favorendo la partecipazione dei congiunti alla vita della Comunità. Verranno pertanto strutturati degli incontri periodici così come successivamente descritti nell'area terapeutica psicologica.
La Comunità è in costante rapporto con i Servizi territoriali, in particolare il Centro di Salute Mentale di riferimento del paziente, a seguito di disposizione della Magistratura, il quale monitorerà costantemente gli interventi ed i trattamenti previsti per il paziente. Il progetto terapeutico - riabilitativo applicato implementato si baseranno sull'approccio metodologico recovery oriented. In particolare si attueranno attività riabilitative centrate sullo sviluppo dell'empowerment personale e relazionale, sullo sviluppo di abilità comunicative-relazionali-cognitive-emotive-comportamentali, sul potenziamento della capacità di mentalizzazione e di insight, al fine di promuovere un maggior funzionamento personale e sociale, contenere l'aggressività del paziente psichiatrico reo, ridurre il rischio di recidiva delittuosa oltre che promuovere una maggior benessere personale ed una qualità di vita migliore
L'inserimento e la dimissione in Comunità avviene esclusivamente a cura del Centro di Salute Mentale di residenza, a seguito di disposizione della Magistratura, in base ad un progetto terapeutico definito dal CSM territoriale di riferimento, che conserva compiti di supervisione e verifica, fornendo garanzie sulla corretta realizzazione dei trattamenti, in sintonia con le prescrizioni del Giudice.
Il trattamento in Comunità dedicata dei pazienti di età compresa tra i 18 -64 anni è indicato dai servizi sanitari territoriali a seguito di Provvedimento dell'Autorità Giudiziaria per pazienti psichiatrici rei, che presentano uno o più dei seguenti criteri di inclusione:
- Mancanza di compliance al trattamento,
- Trattamento psichiatrico che non dà risultati,
- Situazioni multiproblematiche,
- Rischi medio-alti di comportamenti aggressivi, agiti negli ultimi tre mesi.
Lo scopo del percorso terapeutico è costruire un processo di cambiamento nel paziente psichiatrico sviluppando una maggiore capacità critica, una radicata consapevolezza sul significato del reato compiuto, promuovendo l’elaborazione delle dinamiche che hanno sotteso tale comportamento delittuoso, promuovere il controllo degli impulsi, potenziare capacità e competenze personali e relazionali al fine di favorire un sano percorso di individuazione in termini evolutivi e di evitamento di recidive violente ed aggressive.
Data la complessità clinica psicopatologia del target di riferimento e considerato anche quanto per simili pazienti psichiatrici sia complesso ed in alcuni casi difficilissimo e pressoché impossibile coniugare all’intervento tecnico-riabilitativo a percorsi di inclusione sociale commisurati alle misure di sicurezza previste dalla Magistratura, per ogni paziente inserito nella Comunità dedicata verranno attuate attività terapeutico-riabilitative consone alle aree cliniche di intervento stabilite nel personali programmi terapeutico-riabilitativo. Nello specifico ogni paziente seguirà un Piano di Trattamento Riabilitativo (PTR) che tenga conto della gravità e complessità del quadro clinico, la compromissione del funzionamento personale e sociale, le risorse, le potenzialità riabilitative, il rischio di violenza, l’aggressività manifesta, le resistenze al cambiamento, le motivazioni primarie, gli interessi e le aspettative prospettiche di vita, definito dal servizio sanitario inviante con congiunto parere dell’autorità giudiziaria. Ogni Piano di Trattamento prevede una intensità riabilitativa ed assistenziale corrispettiva ai bisogni portati dall’utenza, le aree di criticità e al contempo alle rispettive potenzialità.
In ciascun Piano di Trattamento si interviene in diverse dimensioni:
Area Psicopatologica e comportamentale
Area della cura del Sé e dell’ambiente comunitario
Area della competenza relazionale e familiare
Area della Gestione Economica
Area delle abilità sociali
Area sanitaria
Area riabilitativa
Area terapeutica
La CRAP dedicata nell'espletamento delle sue attività prevede periodici incontri con i servizi sanitari e socio - sanitari del territorio ed in primo luogo con il CSM di riferimento dell'utente per la definizione, il monitoraggio e le verifiche del PTRI.